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30 aprile 2018

La Cassazione torna sul concetto di "interesse o vantaggio dell'ente" applicato ai reati colposi nel catalogo 231

Con la sentenza n. 16713 del 16.4.2018, attinente un caso di omicilio colposo conseguente ad un incidente sul lavoro, la Cassazione ribadisce i concetti già espressi dalle Sezioni Unite (sentenza n. 38343 del 24.4.2014) affermando innanzitutto che i due criteri di imputazione previsti dall'art. 5 del d.lgs. n. 231/2001, costituiti dall'interesse o dal vantaggio dell'ente, si "pongono in rapporto di alternatività come confermato dalla congiunzione disgiuntiva "o" presente nel testo della disposizione". Secondariamente la Suprema Corte illustra che i concetti di interesse e vantaggio nei reati colposi di evento contenuti nel catalogo 231 - e quindi non solo quelli per violazioni di norme antinfortunistiche ma anche quelli ambientali – vanno riferiti non già all'evento, bensì solo alla condotta dell'ente essendo del tutto plausibile – e coerente con il sistema 231 – che l'agente violi consapevolmente le norme di cautela pur non volendo affatto il verificarsi dell'evento. Si ribadisce, inoltre, che i concetti di interesse e/o vantaggio vanno letti come risparmio di risorse economiche conseguente al mancato rispetto della normativa antinfortunistica e/o come incremento di produttività favorito dalla mancata osservanza dei precetti contenuti nel d.lgs. n. 81/2008.

 

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